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Martedì 22 Maggio 2018, Santa Rita da Cascia
Tinelot Wittermans - CC by-sa
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Visitare Aosta - guida breve

 

Anfiteatro Romano

L'Anfiteatro romano di Aosta risale al I secolo ed è ritenuto fra i più antichi in assoluto. Di esso rimangono solo avanzi, pochi, ma imponenti ed eloquenti, che sorgono al nord della città, nel recinto del Convento di Santa Caterina. La parte meglio conservata è un seguito di otto arcate, disposte ad arco, con pilastri decorati da colonne di marmo d'Aymavilles. Dietro i muri che ora chiudono le arcate si prolungano le volte decrescenti a forma d'imbuto, che sostenevano i gradini usati come sedili dagli spettatori.
Si può ancora distinguere l'ampiezza dell’Arena: due diametri dell'ovale furono calcolati in metri 47,60, il che darebbe un'area circa cinque volte minore di quella del Colosseo di Roma, ma maggiore di quella di molti altri anfiteatri di città italiane. Da qui si è calcolato che la struttura potesse contenere 20.000 persone. Sapendo che i circhi si facevano di capacità tale da contenere almeno un terzo della popolazione, si deduce che la città contava allora circa 60.000 abitanti.
 

Arco di Augusto

Simbolo della città di Aosta, l’Arco di Augusto è uno splendido esempio di architettura romana. Sorge fuori le mura, all'estremità del sobborgo di Sant'Orso, presso il torrente Buthier. Fu eretto in onore di Cesare Ottaviano Augusto all'epoca della fondazione della città, perché fosse perpetuata la memoria della disfatta dei Galli Salassi. È quindi il più antico di quanti si elevarono ai Cesari, coevo di quello di Rimini e di qualche lustro antecedente a quello di Susa. Fra i monumenti del genere, è uno dei più belli che sorgano fuori di Roma; nelle linee generali, ricorda quello di Tito a Roma e i due archi di Traiano ad Ancona e a Benevento.
Il monumento misura quasi 9 metri in larghezza e 11,50 in altezza. Presenta un solo fornice e dieci colonne corinzie: quattro visibili ad ogni facciata e tre ad ogni fianco. Nelle nicchie degli intercolunni, si crede esistessero trofei di bronzo. Il crocefisso sotto il volto dell'arco fu posto verso il 1540, all'epoca della cacciata di Calvino: quello che si vede attualmente è una copia, mentre l’originale è conservato nel Museo del Tesoro della Cattedrale. L'Arco subì un profondo restauro nel 1912-1913. Intorno a quegli anni furono scoperte due grandi lettere in bronzo dorato, quasi sicuramente appartenenti all'iscrizione iniziale.
 

Cattedrale di Aosta

La Cattedrale di Aosta sorge in Piazza Giovanni XXIII: è un vasto edificio, fiancheggiato da due alti campanili. Tradizione vuole che il tempio sia stato fondato dall’imperatore Costantino, sui resti di una basilica romana. Gontranno, re di Borgogna, l'avrebbe poi ingrandita nel VI secolo. Caduta in rovina per “tristizia di tempi”, fu riedificata nell'XI secolo, quando la città rinacque. Nella Cattedrale è visibile l'evoluzione dell'arte religiosa valdostana: il battistero è paleocristiano, gli affreschi altomedievali, i campanili romanici, le sculture gotiche, l'atrio rinascimentale, gli altari barocchi, la facciata neoclassica. Secoli e stili si sono sovrapposti e amalgamati in questa chiesa, tanto da rappresentare una sintesi artistica e spirituale della storia della città.
L’attuale facciata risale al 1522 e fu malamente restaurata verso la metà dell’Ottocento. Vi si nota una specie d'atrio adorno di un gran portale in stile rinascimento, con colonne d'ordine corinzio.
L'interno è a tre navate ed ha un aspetto semplice ed austero. Nel primo altare, alla destra entrando, si trovano notevoli affreschi del Seicento, forse dello stesso autore di quelli della facciata. Gli stalli del coro sono uno splendido lavoro d'intaglio della fine del Quattrocento: probabile committente è Giorgio di Challant, il quale fece sicuramente restaurare la volta. Molto importanti, sotto il profilo artistico ed archeologico sono due mosaici policromi del pavimento presbiterale. Di età incerta, raffigurano simboli e allegorie più pagane che cristiana, con reminiscenze bizantine in qualche figura e nella forma e nella disposizione dei caratteri. L'altar maggiore è di marmo nero incrostato di arabeschi in marmo di vari colori e ornato degli stemmi del capitolo della Cattedrale. A destra dell'altare vedesi il monumento sepolcrale di Tommaso II di Savoia, conte di Fiandra e di Hainaut, morto in Aosta nel 1259. Il personaggio è raffigurato coricato e in costume di guerriero, secondo l'uso di quei tempi. Il leone accovacciato ai piedi della bellissima statua porta un collare col motto Fert. Notevoli sono anche le vetrate, che risalgono ai secoli XV e XVI.
Sotto le arcate e nel cortile vennero raccolti molti oggetti di antichità: lapidi sepolcrali, onorarie e votive, arche tombali e sarcofagi, fusti di colonne, pezzi di bassorilievi e di altre sculture, statue ecc. I più importanti fra questi avanzi antichi, sono: due statue di marmo bianco, coricate su tavole di pietra, che rappresentano due personaggi della famiglia di Challant: Bonifacio, maresciallo di Savoia e governatore del Piemonte, morto nel 1426; e Francesco, primo conte della famiglia, morto nel 1442.
 

Complesso di Sant'Orso

Armonico e rappresentativo di Aosta medievale, il Complesso di Sant’Orso comprende il campanile, la chiesa collegiata, il chiostro e il priorato.
  1. Di fronte al sagrato della chiesa, fu eretto nel 1131 il bellissimo Campanile in stile romanico-lombardo, costruito con pietre tolte dalle mura romane.
  2. La Chiesa collegiata, dedicata ai Santi Pietro ed Orso, fu eretta tra il X e l’XI secolo e rimaneggiata nel Quattrocento. Assieme alla Cattedrale, costituisce la testimonianza di maggior rilevo della storia dell'arte sacra in Valle d'Aosta. L’edificio ha un disegno assai semplice, all'esterno e all'interno. La facciata presenta un portale incorniciato da un motivo gotico in cotto, che sale sino al tetto evidenziato da tre pinnacoli. L’interno è a tre navate, e contiene con numerosi resti di affreschi dei secoli XI e XV-XVI. Prezioso è anche il coro a due ordini di stalli, esempio raffinato di scultura lignea quattrocentesca. Notevole, infine, è la cripta dell’XI secolo, a cinque navate.
  3. A fianco della chiesa è il chiostro romanico, vero gioiello d’arte. Costruito intorno al 1133, fu anch’esso risistemato nel Quattrocento. Ha pianta rettangolare, scandita da colonne sormontate da capitelli: questi sono decorati con motivi vari, sacri e profani. Particolarmente interessanti sono le decorazioni ispirate ad episodi della vita di S. Orso, e quelle relative all'adozione della regola di Sant’Agostino nella comunità.
  4. Il Priorato è un caratteristico edificio eretto tra il 1494 e il 1506, voluto dal priore Giorgio di Challant per sua residenza. La costruzione si distingue per il particolare materiale usato, laterizio in luogo della pietra locale. Sulla facciata si notano decorazioni rinascimentali in terracotta. La costruzione è sovrastata da una torretta scalare che funge anche da campanile. Fra i ricchi ambienti dell’interno spiccano la sala capitolare e la deliziosa cappella, decorata nel Quattrocento.
 

Musei di Aosta

MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE
Piazza Roncas

Inaugurato nel 1993, il Museo si trova nell’ex Monastero della Visitazione, edificio storico del Seicento, eretto dal marchese Roncas. E' sede espositiva di varie mostre temporanee ma, in via permanente, ospita un interessante percorso tematico che – in ordine cronologico – illustra la storia della Val d’Aosta, dal Neolitico alla caduta di Roma.
I reperti più antichi sono steli antropomorfe, scalpelli, accette in pietra, bracciali, macine per cereali e una spada dell'età del bronzo. Dell'età del ferro sono alcuni corredi personali e una ricca collezione di ceramiche. Numerosissimi i reperti di epoca romana. Un plastico ricostruisce la romana Augusta Praetoria, mentre due postazioni video illustrano la storia della Valle, dalla Via consolare delle Gallie fino all'insediamento dei castelli medioevali. Si prosegue con una serie di tematiche specifiche: culto dei morti, epigrafia funeraria, culti regionali, edilizia pubblica, vita domestica, ornamenti e cura della persona, tempo libero ecc.
Il Museo presenta poi la collezione numismatica intitolata ad Andrea Pautasso, con 720 monete antiche, e la collezione delle tavolette sumere raccolte dal canonico Justin Boson nei primi decenni del Novecento.

MUSEO DEL TESORO DELLA Cattedrale
c/o Cattedrale

Di proprietà della Diocesi, il Museo si trova nel deambulatorio della Cattedrale e presenta una bella collezione dell'arte valdostana, dal XIII al XVIII secolo. E’ il tesoro della Cattedrale, cui si sono aggiunte opere d'arte provenienti da varie chiese della città e della Valle.
L'oggetto più importante è un cammeo ovale in agata del I secolo d.C. Fra i pezzi unici spicca un dittico eburneo con l’effige dell’imperatore Onorio. Importanti sono le sculture gotiche, tra cui un paliotto ligneo del XIII-XIV secolo, un crocifisso trecentesco già sotto l'Arco di Augusto e il Messale del vescovo Moriset con una Crocifissione di G. Jaquerio (1420). Ricca la collezione di oreficerie, di pregevoli busti reliquiari in argento incisi e incastonati con cristalli e pietre. Eccezionali sono la grande cassa-reliquiario di San Grato, opera di Guglielmo di Locana, e una raccolta di notevoli sculture sepolcrali in marmo, scolpite nel Quattrocento dal valdostano Stefano Mossettaz.

MUSEO DEL TESORO DELLA COLLEGIATA
c/o Complesso di S. Orso
Via S. Orso

Si trova nella sacrestia del coro della chiesa di Sant'Orso, che fa parte dell’omonimo complesso. Il Museo conserva preziosi oggetti di oreficeria del Trecento e del Quattrocento, fra cui la cassa-reliquiario di Sant'Orso in argento, del 1359, il grande calice trecentesco e la statua-reliquiario in argento, sempre di Sant'Orso, croci astili, bastoni priorali, pianete e paramenti pregevolmente ricamati. Tra gli oggetti di maggiore interesse storico artistico, spicca il messale cinquecentesco di Giorgio di Challant. Gli archivi del Museo conservano importanti documenti ecclesiastici (il più antico del 1025), manoscritti liturgici e un cartulario del XV sec.MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE
Piazza Roncas

Inaugurato nel 1993, il Museo si trova nell’ex Monastero della Visitazione, edificio storico del Seicento, eretto dal marchese Roncas. E' sede espositiva di varie mostre temporanee ma, in via permanente, ospita un interessante percorso tematico che – in ordine cronologico – illustra la storia della Val d’Aosta, dal Neolitico alla caduta di Roma.
I reperti più antichi sono steli antropomorfe, scalpelli, accette in pietra, bracciali, macine per cereali e una spada dell'età del bronzo. Dell'età del ferro sono alcuni corredi personali e una ricca collezione di ceramiche. Numerosissimi i reperti di epoca romana. Un plastico ricostruisce la romana Augusta Praetoria, mentre due postazioni video illustrano la storia della Valle, dalla Via consolare delle Gallie fino all'insediamento dei castelli medioevali. Si prosegue con una serie di tematiche specifiche: culto dei morti, epigrafia funeraria, culti regionali, edilizia pubblica, vita domestica, ornamenti e cura della persona, tempo libero ecc.
Il Museo presenta poi la collezione numismatica intitolata ad Andrea Pautasso, con 720 monete antiche, e la collezione delle tavolette sumere raccolte dal canonico Justin Boson nei primi decenni del Novecento.

MUSEO DEL TESORO DELLA CATTEDRALE
c/o Cattedrale

Di proprietà della Diocesi, il Museo si trova nel deambulatorio della Cattedrale e presenta una bella collezione dell'arte valdostana, dal XIII al XVIII secolo. E’ il tesoro della Cattedrale, cui si sono aggiunte opere d'arte provenienti da varie chiese della città e della Valle.
L'oggetto più importante è un cammeo ovale in agata del I secolo d.C. Fra i pezzi unici spicca un dittico eburneo con l’effige dell’imperatore Onorio. Importanti sono le sculture gotiche, tra cui un paliotto ligneo del XIII-XIV secolo, un crocifisso trecentesco già sotto l'Arco di Augusto e il Messale del vescovo Moriset con una Crocifissione di G. Jaquerio (1420). Ricca la collezione di oreficerie, di pregevoli busti reliquiari in argento incisi e incastonati con cristalli e pietre. Eccezionali sono la grande cassa-reliquiario di San Grato, opera di Guglielmo di Locana, e una raccolta di notevoli sculture sepolcrali in marmo, scolpite nel Quattrocento dal valdostano Stefano Mossettaz.

MUSEO DEL TESORO DELLA COLLEGIATA
c/o Complesso di S. Orso
Via S. Orso

Si trova nella sacrestia del coro della chiesa di Sant'Orso, che fa parte dell’omonimo complesso. Il Museo conserva preziosi oggetti di oreficeria del Trecento e del Quattrocento, fra cui la cassa-reliquiario di Sant'Orso in argento, del 1359, il grande calice trecentesco e la statua-reliquiario in argento, sempre di Sant'Orso, croci astili, bastoni priorali, pianete e paramenti pregevolmente ricamati. Tra gli oggetti di maggiore interesse storico artistico, spicca il messale cinquecentesco di Giorgio di Challant. Gli archivi del Museo conservano importanti documenti ecclesiastici (il più antico del 1025), manoscritti liturgici e un cartulario del XV sec.
 

Ponte Romano

A circa duecento metri dall'Arco di Augusto, sul tracciato dell'antica via delle Gallie, sorge un magnifico ponte di costruzione romana, sopra il vecchio letto del torrente Buthier. Costruito in epoca augustea, il ponte è ad unica arcata, ampio, solido, ardito e di ammirabile disegno. Largo circa sei metri e con una corda d’arcata che supera i 17 metri, il ponte è ben conservato e ancora utilizzato per il transito. Esso si distingue dagli altri ponti valdostani, perché costruito con grossi massi di puddinga squadrati. Fino al 1200 circa, il Buthier vi scorreva sotto; poi le acque del torrente deviarono, probabilmente a seguito di una disastrosa piena, che seppellì per tre quarti il ponte stesso, sotto uno strato di fango e di pietre. Da allora, il torrente scorre ad un centinaio di metri più ad ovest.
 

Porta Pretoria

Due erano le porte importanti aperte nelle mura di Augusta Praetoria: la Porta Decumana a ponente e la Porta Pretoria a levante. La prima, chiamata anche Porta Saint-Genis e Porta Savoia, fu distrutta in epoca napoleonica e di essa rimangono solo labili tracce; l'altra invece è intatta.
Porta Pretoria risale alla fondazione della città ed è la più grande fra quelle giunte a noi dal mondo romano. La struttura è data da una doppia cortina muraria parallela di blocchi di puddinga, aperta in basso da tre arcate. La cortina esterna è spessa 4,50 metri, mentre quella interna ha uno spessore di metri 3,45. Lo spazio di 12 metri che separa le due cortine era il cosiddetto cortile d'armi. Sopra le arcate si stendeva il camminamento di ronda, delimitato da finestre ad arco e difeso da due torri angolari.
La facciata esterna della porta è ornata da una fascia di bardiglio, con fregio di marmo bianco e un cornicione d'ordine corinzio, a foglie, ovoli, modiglioni e fregi di ottimo gusto. Sul lato settentrionale della cortina interna, spicca la torre romanica, che fu dimora dei signori di Quart nel XII secolo. Qui si riscuoteva il pedaggio a favore del vescovo di Aosta, per le merci introdotte in città.
Tradizione vuole che San Pietro, in viaggio per le Gallie, abbia predicato agli abitanti di Aosta dall'alto di Porta Pretoria. Oggigiorno, il piano terreno della porta ospita esposizioni fotografiche e pittoriche.
 

Teatro Romano

Nelle vicinanze di Porta Pretoria, al centro dell’area archeologica, si scorge l’imponente rovina del Teatro Romano: una muraglia alta 22 metri, a quattro piani, con finestre quadrate ed arcate, rinforzata da robusti contrafforti e speroni alti quanto la muraglia stessa. L’antico edificio, che risale all’inizio del I secolo d.C. e fu riscoperto solo nell’Ottocento, aveva forma rettangolare ed occupava un intero isolato: del teatro sono ancora visibili le parti inferiori della cavea e della scena. Si calcola che la struttura originale, con un proscenio lungo 45 metri, una profondità di 7 metri e gradinate ad emiciclo, potesse contenere fino a 4000 spettatori. Come pochissimi teatri romani, quello di Aosta era interamente coperto da un tetto.