Login / Registrazione
Venerdì 9 Dicembre 2016, San Siro
follow us! @travelitalia

Storia di Aosta

Nel terzo millennio a.C. la Valle d’Aosta era abitata dalle tribù celtiche dei Galli Salassi. Fondata Cordelia – città di cui si è perduta ogni traccia – queste popolazioni si dedicarono per secoli alla pastorizia ed al lavoro dei metalli. Vissero indipendenti e felici, protette dai baluardi naturali, fino a che il territorio non divenne strategico per l’espansione di Roma. L’invasione romana avvenne nel II secolo a.C. e fu violenta e contrastata. Persa la prima battaglia, i Romani tornarono in forze e riuscirono a conquistare il territorio, disperdendo il nemico. Poco dopo i Romani realizzavano due strade importantissime, di cui ancora rimangono notevoli resti: quella che si dirigeva verso l’Elvezia (Svizzera) e attraversava l’Alpe Pennina (Gran San Bernardo), e quella che puntava alle Gallie, attraverso l’Alpe Graia (Piccolo San Bernardo).
Ma i Salassi erano tutt'altro che debellati. Le guarnigioni romane stanziate ad Eporedia (Ivrea) e ad Aosta non bastavano a contenere le loro incursioni: nel 729 di Roma (24 anni a.C.), i Salassi insorsero per riconquistare le loro terre. L’imperatore Cesare Ottaviano Augusto decretò la completa distruzione di quel popolo bellicoso e mandò Aulo Terenzio Varrone Murera e le sue legioni a compiere la missione. Sostenuto con le armi e il tradimento, lo sterminio fu completo e ben 36.000 Salassi furono venduti come schiavi. L’Arco di Augusto fu eretto ad Aosta qualche anno più tardi, in memoria di questo avvenimento. La città, chiamata Augusta Praetoria e popolata da veterani delle coorti pretoriane, mantenne nei secoli la sua importanza strategica, sia per la difesa del territorio, sia per gli intensi traffici commerciali di cui era il tramite naturale.
Con la caduta dell’impero romano, Aosta passò sotto i Borgognoni e seguì poi le vicende delle continue lotte di quei tempi fra i principi italiani e gli imperatori di Germania. Se ne impossessarono via via i Longobardi, i Goti, i Franchi, i marchesi d'Italia, i marchesi di Monferrato fino a che Umberto Biancamano – capostipite dei Savoia – conquista la Valle d’Aosta, di cui ottiene l'investitura dall'imperatore Corrado il Salico. La nuova signoria portò la pace e le prime franchigie. Tuttavia, non cessarono le agitazioni che travagliavano la Valle, provocate dalle prepotenze dei principotti locali e dai loro agenti.
Nel 1191 Tommaso I concesse la Carta delle libertà valdostane. La “Carta” prevedeva che il sovrano avrebbe potuto esigere solo i tributi preventivamente deliberati dai contribuenti, riuniti in assemblea. Con la “Carta” furono poi create le cariche di balivo e di vice balivo, con poteri eccezionali, in tempi di pace e di guerra. Tali cariche furono abolite solo nel 1773 da Vittorio Amedeo III.
La Valle era retta autonomamente dall’Assemblea dei Tre Stati (o Stati Generali), in cui erano rappresentati il Clero, la Nobiltà e il Popolo. Per accelerare le deliberazioni eccezionali, fu istituito nel 1536, dopo la cacciata del riformatore Calvino, il Consiglio degli eletti che poi fu chiamato Consiglio dei Commessi. Il Consiglio era formato da rappresentanti di ciascuno del tre Stati. I principi Sabaudi avevano solo un’alta direzione su quanto avveniva nella Valle, ma intervenivano personalmente ad ascoltare i reclami, a troncare dissensi e a correggere gli errori commessi. Fu un vero e proprio regime paterno.
Nel 1235 la Valle fu invasa e devastata dai Vallesani, ma Amedeo IV corse in suo aiuto e debellò il nemico, inseguendolo attraverso il Gran San Bernardo e andando ad assediare e a prendere d'assalto Sion, la capitale del Vallese. Nel 1238 l’imperatore Federico II eresse a Ducato le province di Aosta e del Chiablese. Nel 1414 l'imperatore Sigismondo attraversò la Valle scortato dal conte Amedeo VIII per rendersi al Castello di Costanza. Durante le guerre tra Carlo V e Francesco I la Valle d’Aosta concluse trattati di neutralità con i due sovrani e riuscì a salvarsi dagli orrori del conflitto. Ma le cose cambiarono. Nel 1691 i francesi la invasero. Priva d’armi e di armati, la Valle dovette soccombere a pagare tributi che la dissanguarono e le fecero attraversare momenti tristissimi. Nel 1703 fu nuovamente invasa dai francesi: nel 1704 il forte di Bard fu preso per tradimento dallo svizzero colonnello De Redding. Le invasioni ebbero un attimo di sosta, quando fu siglata la pace di Utrecht (1713-1715). Nel 1740 all'epoca della guerra per la successione di Carlo VI imperatore d'Austria, il duca Carlo Emanuele III schieratosi per l'Austria, attraversò con un esercito la Valle d'Aosta e il piccolo San Bernardo e cacciò gli Spagnoli dalla Savoia.
Nel maggio del 1800 Napoleone ripete Annibale e attraversa le Alpi: Aosta viene unita alla Francia, formando parte del dipartimento della Dora. Nel 1815 la Valle torna ai Savoia e, durante il Risorgimento, dà splendide prove di fedeltà e di valore. La città e la Valle furono annesse al Regno d’Italia nel 1861.
Nel Novecento, Mussolini cercò di attenuare lo spirito indipendentista della regione, promuovendo, come in Alto Adige, una forte immigrazione dalle altre regioni italiane. La resistenza dei Valdostani fu assai viva: ci fu un periodo in cui la Valle considerò anche l’ipotesi di separarsi dall’Italia e di unirsi alla Francia. La Valle d’Aosta fu riconosciuta regione a statuto speciale nel 1948, quando nacque la Repubblica Italiana e fu promulgata la relativa Costituzione. Nel dopoguerra, l’apertura del tunnel del Monte Bianco (1965) e il generale miglioramento delle infrastrutture hanno trasformato Aosta e la sua valle, da area rurale depressa in importante area turistica. Ora è un paradiso per sciatori ed alpinisti.
Condividi "Storia di Aosta" su facebook o altri social media!