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Giovedì 29 Settembre 2016, SS. Michele, Gabriele e Raffaele
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MarkusMark
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Duomo di Ancona

Ancona / Italia
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Il Duomo di Ancona sorge sul Colle Guasco ed è intitolato a un santo vescovo di origine armena, Ciriaco, martirizzato nel quarto secolo e diventato poi patrono della città. Il Duomo è anche cattedrale, è sede ufficiale dell'arcidiocesi ed è una delle chiese medievali più interessanti d'Italia. Le strutture edilizie sono state più volte rimaneggiate e abbellite. La chiesa fu completata in tempi lunghi, tra il X e la prima metà del XIII secolo. In origine fu edificata sui resti di una basilica paleocristiana dedicata a di San Lorenzo, la quale, a sua volta, era stata eretta su un tempio pagano. Inizialmente l’edificio era a tre navate, con ingresso a sud est. Tra il 998 e il 1015 fu costruito un nuovo impianto edilizio, pur mantenendo la struttura a tre navate. Nel 1017 furono trasferiti all'interno della chiesa i resti mortali dei santi Ciriaco e Marcellino. Tra il XII secolo e la prima metà del xiii, l’ingresso fu trasferito a ovest e fu data alla struttura la caratteristica pianta a croce greca. Altri restauri si ebbero nell’Ottocento e dopo il 1915, quando Ancona fu presa a cannonate dalla flotta austro-ungarica. Poi arrivarono i bombardamenti aerei anglo americani e il terremoto del 1972. Il duomo fu chiuso al culto per cinque anni. Fu riaperto alle devozioni dei fedeli nell'autunno del 1977, totalmente rinforzato.
La facciata è preceduta da una grande scalinata, su cui si apre un protiro gotico-romanico e un arco a sesto acuto sorretto da quattro colonne. Il portale è anch'esso gotico-romanico: risale al 1230 e sarebbe opera di Giorgio da Como. Anche la cupola è del Duecento: fu innalzata su di uno schema dodecagonale forse da Margheritone di Arezzo, e conferisce all'intera costruzione eleganza e austera armonia. Il campanile è isolato dal corpo centrale dell'edificio: fu innalzato nel 1314 e successivamente ristrutturato nel 1915 e nel 1975.
L’interno realizza una stupenda fusione tra arte romanica, gotica e bizantina. Tra le varie opere d’arte qui conservate, spiccano: il monumento a un guerriero fermano (1530); l'edicola del Vanvitelli, con la celebre e soave Madonna di San Ciriaco; l'antico seggio del vescovo e interessanti capitelli ravennati; il monumento al Beato Giannelli, opera pregevolissima di Giovanni Dalmata da Traù (1509). Nella cappella di San Lorenzo è il capolavoro del Podesti (1829), dedicato al titolare. Vi si conservano due piccoli quadri di scuola greca; un quadro con La Vergine e i Santi; un buon Crocefisso bizantino del secolo XIII e una Vergine in gloria del Viviani di Urbino. Poco lontano sono i graffiti dell'antico parapetto, opera di un Leonardo (1189), con San Geremia e Sant’Abacuc; l'Eterno Padre e la Vergine; un Angelo e San Giovanni Evangelista; San Ciriaco. Un cenno a parte merita il dipinto miracoloso della Vergine di tutti i santi, di autore ignoto. Si sa per certo che già nella seconda metà del Seicento, il dipinto era oggetto di profonda venerazione da parte degli anconetani. Il 25 giugno 1796, mentre Napoleone invadeva le Marche, questa Madonna avrebbe compiuto un celebre miracolo: mentre il popolo era riunito in chiesa per una funzione religiosa, gli occhi della Vergine iniziarono prodigiosamente a muoversi e a roteare velocemente su se stessi. Il fenomeno non fu mai spiegato.
La cripta sottostante, detta delle Lagrime, costituisce un importante museo d'arte sacra formato nel 1834. La cripta che si trova nel lato opposto contiene l'urna di San Ciriaco di marmo imezio, e quelle di San Liberio e San Marcellino, in diaspro tenero di Sicilia. Nel 1757-1760 le tre urne vennero decorate di festoni in metallo dorato e sculture da Gioacchino Varlè.
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