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Domenica 21 Settembre 2014, San Matteo
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Guida Ancona

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Quali sono i posti da visitare a Ancona? Qui puoi trovare una guida di Ancona e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Ancona.
«La città di Ancona è quanto di meglio abbiamo trovato dopo la partenza da Roma. Possiamo collocarla al quarto rango tra le città dello stato ecclesiastico, dopo Bologna, Ferrara e Ravenna. All'ingresso del molo c'è un bell'arco di trionfo in marmo bianco, elevato in onore di Traiano ... ».

Così scriveva nel 1740 il magistrato e politico francese Charles de Brosses, dopo la sua visita alla città. E i motivi non sono pochi, se si considera che ad Ancona l’arte si fonde con i colori della natura, soprattutto marina, e con gli avvenimenti della storia. Capoluogo di provincia e della regione Marche, Ancona (poco più di 100.000 abitanti), presenta un panorama incantevole. Oltre a de Brosses, molti viaggiatori italiani e stranieri esaltano, nei loro ricordi, la bellezza del dorico scenario: indicativa è la frase, che nella metà del Cinquecento il patriarca d'Aquileia rivolse a Ludovico Graziali, e cioè che la città di Ancona, per la sua posizione e il suo scenario, meriterebbe di essere costruita «tutta de oro massiccio».
Slanciata verso il mare, la città sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge il più ampio porto naturale dell'Adriatico centrale. Il nome stesso della città ricorda la sua posizione geografica: "Ankon" in greco significa gomito, e così la chiamarono i dori Siracusani, che fondarono la città nel 387 a.C. L'origine greca di Ancona è ricordata dall'epiteto con il quale è conosciuta: Ancona è la "città dorica".
Come tutte le altre località della costa adriatica, Ancona vede levarsi il sole dal mare, ma è la sola che, per effetto del “gomito”, nella stagione estiva gode anche il tramonto sul mare. Il golfo, circondato da belle colline, è aperto a nord anziché a sud: ciò ha fatto di Ancona un’invidiabile stazione climatica. Vi dominano venti forti, ma non fortissimi, e a questo si deve la caratteristica tortuosità di alcune sue antiche vie, costruite in modo da interrompere l’impeto del vento. Gli antichi si preoccupavano inoltre che le strade fossero anguste, affinché d'estate avessero maggior ombra.
Oltre che dalla posizione a picco sul mare, Ancona è caratterizzata dal centro, ricco di storia e di monumenti, nonché dai parchi semi-urbani ben conservati e da stupendi dintorni. I rioni storici, arrampicati su varie colline, si affacciano sull'arco del porto come intorno al palcoscenico di un teatro. Dal suo porto partono ogni anno circa un milione di viaggiatori diretti soprattutto in Grecia e Croazia, ma anche in Albania, Turchia e Montenegro; Ancona è infatti il primo porto adriatico per numero d’imbarchi, e uno dei primi per le merci e per la pesca. La città possiede varie spiagge; la più centrale è quella del Passetto, tipica spiaggia di costa alta, ricca di scogli, tra i quali la Seggiola del Papa, uno dei simboli della città, e lo scoglio del Quadrato, molto apprezzato per la possibilità di tuffarsi nell'acqua profonda. A Nord del porto la costa è bassa. In questa zona è notevole la spiaggia di Palombina, sabbiosa, di carattere urbano e con un'aria vivacemente popolare, in vista del golfo dorico e bordata dalla linea ferroviaria.
Il territorio cittadino presenta un'alternanza di fasce collinari e di vallate. La fascia di colline più settentrionale, affacciata direttamente sul mare, comprende il Colle Guasco sul quale svetta il Duomo; il Colle dei Cappuccini con il Faro; Monte Cardeto con le sue fortificazioni immerse nel verde del parco omonimo. Più a Sud si trova la vallata, un tempo detta Piana degli Orti, oggi attraversata dai tre corsi principali e dal Viale della Vittoria. A Sud di questa vallata c'è poi la seconda fascia collinare, con il colle Astagno, sul quale sorge la Cittadella del Sangallo, un grande polmone verde all'interno della città; il colle di Santo Stefano, con il parco del Pincio; Monte Pulito, con la sede dell'Ammiragliato; Monte Pelago, con il piccolo osservatorio astronomico; e infine il Monte Santa Margherita, a picco sul mare, occupato nelle sue pendici Nord dal parco del Passetto.
La città si compone di due parti ben distinte: il vecchio centro storico e monumentale, percorso da vie medioevali, addossato al colle Guasco, sulla cui sommità si ergeva l'acropoli Greca, mentre oggi sorge la cattedrale romanica di San Ciriaco, e una parte moderna a vie rettilinee formatasi dal Settecento. Della città romana, dai limiti non esattamente identificabili, i massimi resti sono l'anfiteatro e l'Arco di Traiano, opera romana affiancata da quattro colonne d’ordine corinzio, che sorge alle sponde del monte Guasco.
Il centro storico offre un ricco patrimonio monumentale e culturale: il Teatro delle Muse, Piazza del Plebiscito, il Museo Archeologico, la Pinacoteca Civica, la Cattedrale di San Ciriaco. Numerosi sono i palazzi storici della città, come ad esempio Palazzo Ferretti, costruito nel 1560; Palazzo degli Anziani, eretto nel 1270 e rinnovato nel 1647; Palazzo Bosdari, acquistato dai Bosdari nel 1550 o ora sede della Pinacoteca; la Loggia dei Mercanti, con facciata in gotico fiorito veneziano; Palazzo del Senato, costruito nel XII secolo e restaurato nel 1952; Palazzo del Governo, che risale al 1300 ed ha una sala decorata da Melozzo da Forlì.
Per altro verso, la cucina del capoluogo riassume buona parte della ricca gastronomia marchigiana. Spiccano i piatti di mare: sogliole fritte, ai ferri o annegate nel vino bianco, frittura di calamaretti e gamberetti, dentici e spigole in bianco o in graticola. Stoccafisso all'anconetana, pannocchie e moscoline (cozze) impanate, zuppa di balleri, seppie in umido, sarde scottadito, polpi cotti in salsa e il famoso “brodetto”. Piatti della gastronomia di terra sono invece i vincisgrassi, la trippa, la minestra col grasso, la porchetta, il potacchio di agnello, coniglio o pollo. Tra i dolci, le beccute (piccole formine di pane dolce a base di farina di mais, pinoli e uva sultanina)e il ciambellone. Il monte Conero e i Castelli di Jesi sono le due zone vinicole più prossime ad Ancona; vi si producono Verdicchio, Vernaccia, Vinsanto, Rosso e Bianco Piceno, Rosso del Conero.
Dalle ceramiche ai tessuti, dalle pipe ai cappelli, le Marche custodiscono gelosamente le nobili tradizioni artigianali, che offrono anche oggetti in vimini, fisarmoniche, rami e ferri battuti.

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