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Venerdì 26 Maggio 2017, San Filippo Neri
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Visitare Alessandria - guida breve

 

Chiesa della Beata Vergine di Monserrato

La chiesetta della Beata Vergine di Monserrato è l’unico edificio rimasto a testimoniare la lunga dominazione spagnola su Alessandria. Essa sorge sull'omonima piazzetta, di fianco ad uno stabile occupato dall'Asilo Infantile "Monserrato", retto dalle Suore Salesiane e risalente alla metà dell'Ottocento. La Madonna di Monserrato è particolarmente cara alla devozione degli Spagnoli. Si pensa che a fondare la chiesetta sia stato proprio uno spagnolo: il Maestro di Campo e Capitano Generale della fanteria spagnola Matheo Otanez, che governò Alessandria dal 1625 al 1627.
 

Chiesa di Santa Maria di Castello

Sorge sulla piazza omonima, nel cuore dell'antico quartiere di Rovereto, che fu il primitivo nucleo di Alessandria. In effetti, Santa Maria di Castello è la chiesa più antica della città. Essa deve il nome al fatto che si trovava entro le mura del castello Castrum Roboreti ora scomparso completamente. Retta all'inizio del secolo XII dai Canonici secolari, verso il 1268 passò ai Monaci di Santa Croce di Mortara e - dalla metà del secolo XV - ai Canonici Lateranensi che vi rimasero sino alla soppressione dell'ordine, avvenuta nel 1798 con “breve” di Pio VI. La chiesa, che nel 1629 era stata elevata alla dignità di abbazia, divenne parrocchia affidata al clero secolare, mentre nel 1805, durante l'occupazione francese, il convento fu adibito a magazzino militare.
Con la Restaurazione il convento fu affidato ai Padri Somaschi e successivamente alle Suore di Carità; nel Risorgimento fu utilizzato come caserma e, durante le epidemie, come reparto staccato per malati contagiosi. Nel 1866 il convento passò al Demanio che destinò parte dei locali a magazzini, carcere e corpo di guardia. Durante la Prima Guerra Mondiale, chiostro e parte della chiesa furono utilizzati come deposito di generi di monopolio. Dopo il 1918 il convento diventò sede dell'Istituto Nazionale Orfani di Guerra e successivamente fu affidato alle Suore Salesiane che vi aprirono una scuola.
L’edificio fonde nella sua struttura stili diversi, come quello tardo-romanico della costruzione con il portale rinascimentale. All’interno, si ammirano opere di varie epoche: il crocefisso, l'altare, il fonte battesimale, la sacrestia. Di particolare pregio sono la scultura cinquecentesca che rappresenta la Deposizione, realizzata in terracotta policroma, un coro ligneo del Seicento e la trecentesca lapide di Federico Dal Pozzo. Nei sotterranei, da qualche tempo riaperti al pubblico, si possono osservare i resti di due chiese precedenti: la prima risale al VI-VII secolo, la seconda all’XI-XII.
 

Cittadella

In Via Pavia, sulla sponda sinistra del Tanaro, sorge la Cittadella, imponente costruzione militare innalzata nel Settecento su progetto di Ignazio Bertola, una tra le meglio conservate d’Italia. La costruzione, voluta dai Savoia, comportò l'evacuazione e la demolizione dell'intero quartiere di Borgoglio. I lavori iniziarono nel 1728 e proseguirono fino alla seconda metà del Settecento.
Dal Settecento a oggi, la Cittadella ha costituito un monumento vivo nel cuore della popolazione. Ha rappresentato la protezione visibile ed emblematica per una città a sua volta nata come fortezza, nel 1168, in uno dei momenti più travagliati della storia d'Italia. Sui bastioni di questo mirabile monumento d'arte militare, fu per la prima volta innalzato il vessillo tricolore, la bandiera della Costituzione, con le sue tinte unitarie che rappresentavano un'aperta sfida ai vessilli sbandierati dalla reazione. Quella bandiera che il congiurato colonnello Ansaldi issò nel 1821 sugli spalti di Alessandria e che avrebbe costituito il primo passo verso l'unità politica e civile degli italiani.
Fino al 2007 la struttura fu sede di un Reggimento dell’esercito e deposito della Sussistenza Militare, in grado di servire le caserme di C.A.R. (centro addestramento reclute) di tutta la Regione Militare Nord-Ovest. Con la ristrutturazione dell’Esercito, nel 2007 la Cittadella ha concluso la sua funzione militare.
La forma del fortilizio, di notevole interesse architettonico-militare, è a pianta stellare, con sei baluardi attorniati da fossati.
 

Duomo di Alessandria

Il primitivo Duomo di Alessandria, dedicato a San Pietro, fu eretto nel 1170 sull'odierna Piazza della Libertà. Un secolo dopo l’edificio fu demolito in seguito all'incremento della popolazione cittadina, e ricostruito tra il 1291 e il 1297, su disegno dell'architetto Ruffino Bottino. Nel corso dei secoli il Duomo subì varie modifiche e ampliamenti e divenne il centro della religiosità locale; quindi fu demolito per volontà di Napoleone nel 1803, che intendeva creare una Piazza d'Armi. L’abbattimento dell’edificio costituì una grave mutilazione del patrimonio artistico locale.
Con Decreto napoleonico dell’agosto 1810 fu destinato a massimo tempio alessandrino l'ex chiesa di San Marco, con l'annesso convento domenicano. I lavori di restauro furono affidati all'architetto Cristoforo Valizone. La Cattedrale fu aperta al culto il 1° ottobre 1810, inaugurata due mesi dopo e consacrata come l'antica a San Pietro. E’ senza dubbio il Monumento più importante che l’arte sacra abbia lasciato nella città, pur ricca di altre testimonianze religiose.
L’esterno è dominato dal campanile, alto 106 metri e di gusto eclettico, e dalla facciata neoclassica, progettata e realizzata nella seconda metà dell’Ottocento dall’architetto Edoardo Mella. Sul lato sinistro della facciata spicca il rilievo romanico del leggendario Gagliaudo Aulari, l'eroe alessandrino - che secondo la tradizione - liberò la città dall’assedio del Barbarossa.
All’interno la solennità, l’ampiezza, le delicate decorazioni e gli apparati della sua ricca suppellettile oltre che la venerabilità di alcune sue immagini, sono tesori artistici di grande valore, In particolare si ammira la statua lignea della Madonna della Salve, patrona della città, e un cospicuo gruppo di dipinti di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, protagonista della pittura della Controriforma. Il tamburo della cupola è ornato dalle statue dei Santi patroni dei comuni della gloriosa Lega Lombarda.
 

Palatium Vetus

Il "Palatium Vetus" prospetta su Piazza della Libertà. Destinato a diventare centro della vita politica, amministrativa e giudiziaria del comune medioevale, il Palazzo fu costruito intorno al 1170, al tempo della fondazione della città. L'edifico, articolato in due parti, comprendeva l'armeria (il cosiddetto Pavaglione) e qualche ufficio amministrativo; si prolungava su Via Migliara e con vari copri di fabbrica annessi e cortili interni, giungeva fino a Via dei Martiri. Qui avevano sede gli uffici del Podestà e del Capitano del Popolo e nei secoli XII-XIV gli organi giudiziari (Pretorio) e le carceri.
Dalla metà del Cinquecento l’edificio divenne sede dei Gover¬natori spagnoli della città: rimasto di proprietà del Comune, costituiva la sede del rappresentante del potere politico esterno, mentre le autorità comunali si riunivano nel “Palatium Novum” costruito sul lato meridionale della piazza, nel sito attualmente occupato dalla sede comunale. Come sede di rappresentanza, il “Palatium Vetus” ospitò spesso reali e personaggi importanti, come l’imperatore Carlo V. Con il passaggio di Alessandria ai Savoia, l’edificio conservò la destinazione di palazzo del governo, continuando a ospitare i Governatori inviati da Torino.
Dopo vari passaggi, il palazzo fu ceduto dal Comune allo Stato nel 1856 e destinato a usi militari: esso fu utilizzato come sede dei Comandi di Presidio (anche con il nome di “Caserma Maggi”) e poi come Distretto Mili¬tare locale. Le continue modificazioni, dovute alle diverse funzioni che si sono susseguite negli anni, hanno pesantemente segnato e ripetutamente modificato le linee dell’edificio: restano comunque molte, e importanti, tracce del passato. Ora di proprietà della Cassa di Risparmio di Alessandria, il Palatium Vetus attende una nuova destinazione.
 

Palazzo Cuttica di Cassine

Il Palazzo Cuttica di Cassine sorge in Via Parma. La costruzione, eretta nella prima metà del Settecento, fu voluta dalla famiglia Cuttica, la cui nobiltà risale al Trecento. I Cuttica - Conti di Quargnento, Signori di Cassine e di Revigliasco - fecero del loro Palazzo un centro mondano tale da rivaleggiare con il vicino Palazzo Ghilini, creandovi un salotto raffinato per i migliori ingegni cittadini. L’interno è ricco di decorazioni rococò e neoclassiche.
In epoca napoleonica, Palazzo Cuttica fu scelto come residenza del generale Chasseloup e poi del generale Despinois; nel 1806 diventò Prefettura di Marengo. Dopo vari passaggi di proprietà, il Palazzo fu acquisito dal Comune di Alessandria, che vi collocò la Prefettura, l'Amministrazione Provinciale, gli Uffici Finanziari e - in seguito - gli Uffici Postali e il Tribunale. Tuttora proprietà del Comune, il Palazzo ospita il Conservatorio Musicale “Antonio Vivaldi” e l'annessa scuola media.
Nelle sue sale settecentesche, si conservano alcune delle opere più significative del Museo Civico.
 

Palazzo Municipale (Palazzo Rosso)

Il Palazzo del Municipio domina Piazza della Libertà ed è noto come Palazzo Rosso, per il colore della sua facciata. L’edificio fu eretto a partire dal 1772, su disegno dell'architetto Giuseppe Caselli; all’inizio dell’Ottocento i lavori furono sospesi; ripresi nel 1825, furono condotti a termine nel 1830 dall'architetto Leopoldo Valizone.
La facciata, su cui si aprono i portici che guardano verso la Piazza, è ornata da un famoso orologio a tre quadranti, con fondo blu, la volta celeste, le fasi lunari e, sulla sommità, la campana sormontata da un galletto segnavento del IX secolo, galletto rubato ai Casalesi nel 1215, durante le guerre comunali. Nell’orologio, il quadrante di sinistra indica i giorni delle fasi lunari e ha un diametro di tre metri e mezzo. Al centro del quadrante si nota la stella polare, attorniata dalle principali costellazioni visibili nel cielo boreale. Nella parte più alta del quadrante è rappresentata la costellazione dei Pesci, segno zodiacale legato alla fondazione della città di Alessandria che risale al 31 marzo 1168. Il quadrante di destra, invece, indica il nome del giorno della settimana, il giorno del mese, il nome del mese: il tutto automaticamente, compresa la variazione in corrispondenza degli anni bisestili.
Palazzo Rosso comprendeva in origine anche il teatro municipale, inaugurato nel 1775, che fu distrutto nel corso di un bombardamento nel 1944.
 

Teatro delle Scienze (e Planetario)

Il complesso di Via 1821 comprende il Museo di Scienze Naturali e il Laboratorio di Astronomia (Planetario). Museo di Scienze Naturali. All'ingresso, un video introduttivo descrive origine ed evoluzione del pianeta Terra. La prima ala dell'area espositiva consente un suggestivo viaggio all'interno della Terra tra campioni di rocce, minerali e fossili da osservare e toccare, e spettacolari eruzioni vulcaniche. Al centro della sala naturalistica, un modello in scala ricostruisce l'ambiente fluviale del territorio alessandrino mentre all'interno di un cilindro trasparente sono esposti esemplari di farfalle provenienti da tutto il mondo.
La sezione espositiva comprende collezioni paleontologiche, mineralogiche, ornitologiche ed entomologiche. La vetrina ornitologica, in fondo alla sala, ricrea gli ambienti del giorno e della notte, collocando gli esemplari nei rispettivi habitat naturali.
Laboratorio di Astronomia. Sotto la cupola del Planetario, animazioni e immagini multimediali riproducono una volta celeste di 6500 stelle, avvolgendo il visitatore nella magia dell'Universo. Questo sistema digitale di videoproiezione multimediale, dotato di un'ottica innovativa, consente di riconoscere le costellazioni visibili nei vari periodi dell'anno, comprendere moti e cicli celesti, localizzare oggetti con binocoli e telescopi, approfondire argomenti complessi come l'evoluzione stellare e galattica. Nella sala didattica si eseguono simulazioni su moti dei pianeti, eclissi e maree. Notevole la riproduzione fotografica della Via Lattea.