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Martedì 27 Settembre 2016, San Vincenzo de' Paoli
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Guida Alessandria

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Quali sono i posti da visitare a Alessandria? Qui puoi trovare una guida di Alessandria e molte informazioni utili: ristoranti, hotel, attrazioni, interessanti monumenti da visitare a Alessandria.
Guido Piovene, nel suo Viaggio in Italia del 1956, così descrive - brevemente - il basso Piemonte:

Cuneo, Asti, Alessandria, e perciò tutto il vecchio basso Piemonte, sono tre delle quattro province italiane in cui la popolazione decresce da oltre un cinquantennio; l'altra è meridionale, L'Aquila. Ma hanno l'aspetto vivace, brioso, per lo più ridente … di tanta parte della nostra provincia. Per cui tutti sono d’accordo, specie venendo dalla Francia, nel dire che è «piena di vita». La pianta uomo è vigorosa, la spinta del sangue è ricca, l'industriosità molta e l'iniziativa molteplice ...
Alessandria: scarsezza di mano d'opera moderna; concorrenza delle vicine città industriali progredite, che soffoca le mille attività marginali di cui viveva un tempo la nostra provincia. La qualità paradossale della vita italiana vuole che Alessandria sia una grossa città di apparenza moderna, perfino modernista, con vistosi edifici nuovi. L'urto tra la verità e la retorica si contempla guardando l'immenso palazzo delle Poste e Telegrafi, ereditato dal fascismo. Un fregio a mosaico corre lungo la base del palazzo, dove solitamente sono le buche delle lettere; una mitologia dei continenti, delle razze e dei mezzi di comunicazione. Palme, banane, coccodrilli, la negra nuda col pitone, il pellerossa con la scimmia; radio, telefono, telegrafo per allegoria; e finalmente il capostipite, il toro con Europa in groppa …”.


Alessandria, seconda città del Piemonte, è situata nella pianura tra il fiume Tanaro e la Bormida, ai piedi delle colline del basso Monferrato, a un'altitudine di 95 metri sul livello del mare. Capoluogo di provincia, essa conta circa 95.000 abitanti. Leggendo la sua storia, si apprende che – soprattutto per la sua posizione strategica – essa è sempre stata una città-fortezza. Non ha quindi avuto occasione di costruire edifici monumentali, palazzi, torri, chiese e campanili e edifici di tale bellezza che potessero renderla famosa.
Tuttavia, non è una città spoglia, e merita di essere visitata, per quello che offre e per quello che è: cittadina non più terribile e militare, bensì ordinata pulita cordiale e accogliente.
Un breve itinerario consente di apprezzare la centralissima Piazza della Libertà, su cui si affacciano i settecenteschi Palazzo del Municipio e Palazzo Ghilini; non lontano da questi sorge la Cattedrale, di gusto neoclassico con una facciata costruita tra il 1874 il 1879 progettata da Edoardo Arborio Mella e interno decorato dalle statue dei santi patroni delle ventiquattro città della storica Lega lombarda, che ornano il tamburo della cupola. Da visitare anche la quattrocentesca Chiesa di Santa Maria del Carmine, che nel periodo napoleonico fu adibita a tempio massonico, e la Chiesa di Santa Maria di Castello, edificata nel quindicesimo secolo sulle fondamenta di due templi più antichi. Di rilievo, nell'interno a tre navate, gli arredi barocchi (confessionali, pulpito, bussola e il coro), il ciclo di dipinti attribuiti al lombardo Andrea Zanzani (1641-1712) e il notevole gruppo di dieci statue in terracotta dipinta della cinquecentesca Deposizione. Le memorie cittadine sono affidate al Museo Civico, mentre la vicina Pinacoteca è ricca di opere dal quindicesimo secolo ai nostri giorni, con in particolare dipinti dell'Ottocento. Unico nel suo genere e infine il Museo del Cappello Borsalino.
Notevoli sono anche i dintorni di Alessandria. A undici chilometri dalla città si trova Castellazzo Bormida, dove sorge una bella Torre dell'Orologio del 1498, una Chiesa romanica dedicata a San Martino e, nei pressi, il Santuario della Madonna delle Grazie, eretto in forme neoclassiche è diventato oggi meta di devozione dei motociclisti. Interessante è anche il Palazzo Comunale di Felizzano - a dieci chilometri da Alessandria - con finestre in cotto nel quindicesimo secolo, la duecentesca Torre dei Cova e la Chiesa di San Pietro del dodicesimo secolo. Non lontano da Alessandria, si trova anche il piccolo borgo di Marengo, teatro di una storica battaglia che vide l'esercito francese comandato da Napoleone sconfiggere l'esercito austriaco nel 1800. Nella ottocentesca Villa Cataldi ha sede il museo della Battaglia di Marengo, dove sono raccolti cimeli, stampe, giornali e documenti; le vicende della battaglia sono ricostruite in un plastico sonorizzato. A giugno, ogni due anni a Marengo, si tiene una rievocazione storica della battaglia.
Anche l’enogastronomia alessandrina va gustata e apprezzata. Nata nel Monferrato, è una cucina ricca e genuina che consente di riscoprire sapori antichi. Agli appassionati “l'autunno regala più di un'occasione per farsi inebriare dall'intenso profumo di funghi e tartufi, festeggiati nelle numerose sagre e feste in loro onore”. La zona è inoltre importante per la produzione di vini, da quelli rari e poco conosciuti (come il Carica l'Asino e il Timorasso), a quelli tipicamente piemontesi, ma noti ovunque, come il Barbera, il Dolcetto, il Grignolino, il Cortese, il Moscato Bianco e il Brachetto. La tradizione gastronomica di Alessandria fra i vari piatti, comprende: gli Agnolotti al brasato, il Pollo Marengo, stufati di carne mista, la tradizionale "Bagna Cauda" (a base di verdure cotte o crude, servite con una salsa di acciughe, burro e aglio), focacce, pane e grissini, risotti e formaggi dal gusto indimenticabile Varie sono poi le specialità dolciarie, frutto di ricette segrete tramandate da generazioni di pasticceri: baci di dama, canestrelli, amaretti, polentine di Marengo, Krumiri...

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