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Domenica 11 Dicembre 2016, San Damaso I
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Oratorio di Falaride

Agrigento / Italia
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Al centro della Valle dei Templi, non lontano dalla Chiesa di San Nicola, oggi sede del Museo Archeologico Regionale, si ergono i resti dell'Ekklesiastérion e del cosiddetto Oratorio di Falaride. Probabilmente, le due strutture furono costruite nel II secolo a.C. La prima era il palazzo dell’assemblea del popolo, mentre la seconda è in realtà un tempietto – di tipo romano, con altare sulla fronte orientale – che con Falaride non ha niente a che vedere. Esso si elevava sopra un podio preceduto da una scala e aveva sulla facciata quattro colonne ioniche che sostenevano la decorazione di stile dorico. Misurava metri 10,90 x 7,40 ed era interamente coperto di stucco dipinto, come provano le cospicue tracce rimaste. Pure rivestito di stucco dipinto era l’altare, posto in asse col tempio. Immediatamente a nord, presso l’Ekklesiastérion, e in asse con l'altare del sacello romano, sorge un'esedra semicircolare, chiaramente destinata a ospitare una statua. Tutto considerato, l'ipotesi più attendibile è che il tempietto fosse destinato a luogo di culto, insediato dai Romani subito dopo la deduzione di coloni da parte di Scipione (197 a.C.). Il tempietto era un’evidente sostituzione dell'Ekklesiastérion, collegato al vecchio ordine costituzionale, e anch'esso munito di una certa carica sacrale. Non si esclude che il tempietto fosse dedicato a Scipione, eroizzato, al quale era certamente dedicata l'esedra semicircolare. In ogni caso, la struttura ha il sapore di un “piaculum” (atto espiatorio) per la soppressione di uno spazio pubblico (o sacro) più antico. In epoca medievale, il tempietto fu trasformato in cappella, e quindi chiamato “oratorio”.
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