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Domenica 11 Dicembre 2016, San Damaso I
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Musei di Agrigento

Agrigento / Italia
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BIBLIOTECA MUSEO LUIGI PIRANDELLO
c/o Casa Natale di Luigi Pirandello
Contrada Caos

Dal 1987, la casa natale di Luigi Pirandello è un Museo della Regione siciliana. Ospita mostre temporanee dedicate al grande drammaturgo e, in forma stabile, un’ampia raccolta di cimeli, fotografie, lettere, recensioni e onorificenze, libri in prima edizione, con dediche autografe, quadri d’autore dedicati. Notevole è la collezione di locandine delle opere pirandelliane più famose, rappresentate in tutto il mondo.

MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE
Contrada San Nicola

Dal 1967 il Museo è ospitato, in parte, nell'antico monastero di San Nicola. E’ il maggior museo archeologico della Sicilia centro-meridionale: nelle sue diciannove sale, esso raccoglie i reperti archeologici rinvenuti nelle province di Agrigento e Caltanissetta, che consentono di “ricostruire” la storia del territorio agrigentino. I reperti vanno dal II millennio a.C. alla prima e media età del bronzo, e alla cultura dell'età del ferro. Nella sala maggiore troneggia la figura del Telamone, unica rimasta delle trentotto enormi figure di Atlanti del tempio di Giove: si compone di ventisei pezzi tufacei, è alta metri 7,61 e simboleggia il dominio di Zeus sulle forze primordiali della natura. Tra le innumerevoli altre meraviglie è una scultura greco-romana, "l'Efebo di Agrigento", una figura virile nuda. E' un “kouros” del 480 a.C. che simboleggia l’ideale greco di bellezza mascolina. Altro reperto eccezionale è il torso di marmo greco rinvenuto nell’area del Tempio di Zeus: è una figura atletica che doveva essere in lotta con un'altra, ora perduta. Molto bella è la collezione che rappresenta alcuni aspetti della preistoria dell'agrigentino: essa comprende ceramiche decorate, oggetti in pietra, tra cui lame di selce, una testa di mazza di forma globulare e un frammento di vaso con rappresentazione plastica a testa umana. Molti materiali caratteristici della prima e media Età del Bronzo, tra cui gli stupendi vasi della cultura di Castelluccio. Altrettanto interessante è la grande collezione di anfore, crateri, coppe, unguentari ecc.

MUSEO CIVICO “SANTO SPIRITO”
c/o Abbazia di Santo Spirito
Via Santo Spirito

Il Museo si articola in tre sezioni principali:
  • la sezione archeologica, che comprende una certa varietà di materiali provenienti dal territorio. Notevoli sono i vasi eneolitici provenienti dal Castellucciano occidentale e da varie Necropoli agrigentine, i frammenti ceramici di superficie ritrovati a Steri, le anfore romane, due crocefissi, una collezione di farfalle e uno stupendo presepe;
  • una sezione artistica, in cui sono esposti dipinti che vanno dal XV al XVIII secolo; comprende la Pinacoteca d'Arte Antica e la Galleria Sinatra.
  • una sezione etno-antropologica, che ritrae vari aspetti della civiltà contadina, ed espone antichi giocattoli, strumenti musicali e alcune suggestive copie dei templi.


MUSEO DELLA Cattedrale di Agrigento
Via Duomo

Inaugurato nel 2009, il Museo presenta una selezione di materiali provenienti dai tre nuclei collezionistici – il Tesoro della Cattedrale, il Museo storico e il Museo Diocesano – in cui si è impressa la storia della Cattedrale, dall’epoca medievale, fino ai nostri giorni.
Il Tesoro annovera capolavori di arte decorativa siciliana, quali paramenti sacri (pianete, piviali, borse, stole), oreficerie e argenterie (paliotti, reliquiari, croci, pastorali, ostensori, pissidi, calici) e altre suppellettili d’uso liturgico. Tra i capolavori dell’oreficeria medievale, spiccano i due esemplari di Casse reliquiarie a transetto, del XIII secolo, recanti una le reliquie del Beato Matteo, e l’altra quelle dei santi martiri Epifanio e Urbano. Alla cultura tardo manierista appartiene il Bastone pastorale in avorio del XVI secolo, opera di Stefano Rizzo. Ricca anche la presenza di calici, tra cui quello dell’argentiere palermitano Pietro Guriale, del 1674. Il barocco è presente con alcuni paramenti sacri: il più antico è la Pianeta con motivi floreali stilizzati, della prima metà del Seicento. Settecentesco è il Reliquiario della Vergine, finissimo capolavoro di argenteria realizzato dal palermitano F. Mancino.
La quadreria comprende dipinti che vanno dalla fine del XVI e il XIX secolo. Oltre al San Carlo Borromeo in preghiera, di P. d’Asaro, si ammira una bella Adorazione del Bambino, della scuola di P. Buttafuoco, e una ricca serie di opere di Guido Reni, tra cui la celebre Madonna col Bambino dormiente. L’Ottocento è presente con opere di Raffaello Politi.
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