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Domenica 4 Dicembre 2016, San Giovanni Damasceno
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Duomo di Agrigento

Agrigento / Italia
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La storia della Cattedrale è legata a quella dei Normanni, che, dopo aver conquistato la Sicilia, si occuparono della riorganizzazione religiosa. Ristabilirono le diocesi, finanziando la costruzione delle chiese e chiamando a reggerle uomini validi e preparati. L’edificio fu eretto per volontà del vescovo normanno Gerlando, poi santo. I lavori di costruzione iniziarono intorno al 1093 e finirono nel 1099. Il 4 aprile di quell’anno San Gerlando la consacrò e la dedicò alla Madonna Assunta e a San Giacomo Apostolo. Solo 200 anni dopo, durante il vescovado di Bertoldo De Labro, la chiesa realizzata fu intitolata a San Gerlando, diventato patrono della città.
La Cattedrale si contraddistingue per la varietà dei suoi stili, dovuta all’edificazione di nuove costruzioni che andarono via via ad aggiungersi alla struttura originaria, e agli ampliamenti e rimaneggiamenti che furono realizzati nei secoli XIII-XIV e XVI-XVII. Anche gli interni furono rimaneggiati nel tempo. In definitiva, la chiesa è una testimonianza di espressioni artistiche diverse: arabo-normanno è lo stile del transetto e della Torre Campanaria; gotico-chiaramontano è lo stile della prima parte della chiesa, con le colonne ottagonali sormontate da archi; rinascimentale è il campanile; barocchi sono il presbiterio e la parte centrale.
La facciata s’innalza al sommo di una gradinata con un portale caratterizzato da un rosone e un frontone. Sempre all’esterno, sono particolarmente interessanti: la torre campanaria quattrocentesca, che presenta belle monofore cieche, ricche di finissimi ornati, una grande finestra a ornati bicromi di gusto arabo-normanno, e un tipico balcone di età barocca.
L'interno mostra un impianto basilicale a croce latina e a tre navate, con archi gravanti su pilastri poligonali, e tre absidi sul lato est. Nella prima navata si trova l’urna d’argento di San Gerlando che conserva le ossa del Santo: è opera secentesca di Michele Ricca da Palermo. Proseguendo, si trovano pure due confessionali stupendamente intagliati e decorati, nonché un’urna funebre di vetro con il corpo imbalsamato di San Felice Martire; l’urna è molto bella e decorata. Accanto ad essa, si trova uno stupendo quadro della Vergine col Bambino. Nella navata centrale, dietro l’altare maggiore, si trova un organo a canne, fatto costruire da Monsignor Peruzzo con le canne dei due organi del Settecento che prima si trovavano nella navata centrale, uno di fronte all’altro. Il tetto attorno all’altare maggiore è decorato con angeli scolpiti nel marmo, mentre le colonne sono ricoperte di foglie d’oro di stile catalano. Vi si trovano pure la statua di Sant’Alfonso e un dipinto che raffigura il Cardinale Giuseppe Tomasi dei Principi di Lampedusa. Nella navata sinistra si trovano i sepolcri di Vescovi dal XV al XVIII secolo. Il soffitto è diviso in tre campate: la campata occidentale è a capriate di legno dipinte; le pitture riproducono santi. La campata centrale è di stile spagnolo e a cassettoni dorati; in quella orientale, al centro, si nota un’aquila bicipite, stemma degli Asburgo.
Della Cattedrale è interessante l’acustica: dietro l’altare maggiore, nell’abside, si possono sentire le parole pronunciate a bassa voce, sulla porta principale, alla distanza di 82 metri. Si narra che il fenomeno fu scoperto da un imbianchino, che mentre lavorava dietro l’altare maggiore sentiva la moglie che confessava i propri peccati al confessore in fondo la chiesa.
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