Tempio di Santa Corona - Vicenza

Vicenza, Tempio di Santa Corona: Il Tempio di Santa Corona fu eretto fra il 1260 ed il 1270, per conservare la reliquia di una Sacra Spina della corona di Cristo. Si narra che questa ...
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Tempio di Santa Corona


Il Tempio di Santa Corona fu eretto fra il 1260 ed il 1270, per conservare la reliquia di una Sacra Spina della corona di Cristo. Si narra che questa spina fu donata da Luigi IX di Francia - il futuro San Luigi - al vescovo di Vicenza, Bartolomeo da Breganze. La chiesa fu subito affidata ai frati Domenicani, studiosi, grandi predicatori, che si distinsero nella lotta all’eresia, tanto che, nel 1303, S. Corona divenne sede del Tribunale dell’Inquisizione. I Domenicani vi officiarono fino al 1810, quando i decreti napoleonici li costrinsero ad allontanarsi. Oggi la chiesa è officiata dal clero diocesano.
L’edificio sorse in stile romanico-ogivale e fu costruito per la maggior parte in mattoni a vista: esso subì nel tempo varie modifiche. Nel Cinquecento, Andrea Palladio vi disegnò la stupenda Cappella Valmarana. Nell'Ottocento furono eliminati gli apparati barocchi e furono operati altri rimaneggiamenti tra cui quello della facciata. In ogni caso, la facciata conserva ancor oggi il duecentesco portale a sesto acuto e il rosone ad archetti trilobati.
L'interno è a tre navate, con una serie di cappelle sul lato destro, e conserva una preziosa raccolta di opere d’arte, fra cui primeggiano: il Battesimo di Cristo, di Giovanni Bellini, e l’Adorazione dei Magi, di Paolo Veronese. Altre opere portano la firma di Francesco Maffei, di Gianbattista Pittoni, di Bartolomeo Montagna e di Battista da Vicenza. Girolamo Pittoni da Lumignano ha realizzato il gruppo scultoreo che si trova nella cripta. Preziosi sotto vari aspetti sono gli arredi sacri, il doppio altar maggiore che risale al 1680 e il coro quattrocentesco, i cui stalli intarsiati mostrano vedute di Vicenza medioevale.
Nel tempio di S. Corona fu sepolto il Palladio, ma le spoglie furono traslate nell’Ottocento e inumate nella tomba monumentale del cimitero cittadino. I chiostri ed il convento domenicano furono danneggiati dai bombardamenti del 1944. Parzialmente restaurati, ora ospitano il Museo Naturalistico ed Archeologico.

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