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Cenni storici. Piazza dei Signori non ha tracce dell’epoca romana, benché vicinissima all’antico Foro divenuto poi Piazza delle Erbe.
Per la sua storia, bisogna partire dalla signoria scaligera, tenendo però presente che nella piazza esistevano già il Palazzo del Comune e la Domus Nova. Alla fine del XIII sec. la piazza (che allora si chiamava Platea Domini Vicarii), non aveva l’odierna forma rettangolare; non esisteva il palazzo ora dei Tribunali, né il palazzo ora del Governo.
Monumenti. Piazza dei Signori è circondata da edifici e da monumenti di grande importanza storica ed architettonica.Per i monumenti più importanti (Palazzo del Comune, Loggia del Consiglio, Palazzo del Governo), si rinvia alle apposite schede delle pagine seguenti. La casa della pietà - Nello stesso lato della Loggia del Consiglio, di là dell’arco di via delle Fogge, vi è una casa senza pretese. Nel 1407 era di proprietà di un notaio. Tutto il caseggiato sarebbe stato venduto nel 1408 al nob. Galasso Pio da Carpi, ma nel 1490 figura di proprietà della Casa della Pietà. Forse è in questi anni che esso viene rimaneggiato e che la facciata si trasforma in semplice stile Rinascenza. Sulla facciata è murato il curioso bassorilievo di una donna seduta che tiene in mano una bandiera su cui è scritto: Fide et Charitate in aeternum non deficiam. La donna rappresenta Verona che riposa sicura all’ombra della Serenissima che la protegge. Importante è il Caffè, il più vecchio di Verona, che assunse l'insegna di «Dante» nel 1863, dopo l'erezione sulla piazza del monumento al Poeta. In esso convenivano professionisti, letterati, artisti e uomini politici, specialmente anziani, che formavano vari "parlamentini", discutendo di politica, d’arte, e soprattutto criticando ogni cosa. Gli archi - Non era del tutto ultimato il palazzo del Consiglio quando si pensò di collocare qualche statua sull'arco all'imbocco di via delle Fogge. Fu deciso per San Zenone, protettore della città, e l’incarico fu dato a tale «magistro Angelo lapicida». Poi le cose si complicarono: sull'arco, insieme a San Zenone fu posta nel 1559 la statua di Girolamo Fracastoro. Il grande medico, poeta ed astronomo è vestito alla romana e tiene in mano la sfera del mondo. Quella sfera colpì subito l'arguta fantasia del popolo: il Fracastoro l'avrebbe lasciata cadere sulla testa del primo galantuomo che fosse passato sotto l'arco, ma è ancora là... Nel 1756, la statua di Scipione Maffei fu posta sull’arco che mette al volto Barbaro. Solo nel 1925 le due statue furono sostituite, rispettivamente, da quella dello storico e teologo Enrico Noris (1613-1704) e dello storico ed archeologo Onofrio Panvinio (1529-1568). L’arco su via Dante risale al 1575, e fu costruito dai rettori Nicolò Barbarigo e Luigi Contarini, per poter effettuare il passaggio diretto fra il palazzo della Ragione e quello del Capitano. L'ultimo arco, quello che dà in via Santa Maria Antica, univa invece il palazzo del Capitano con quello de! podestà. Su quell'arco i Veneti (forse all’inizio del XVIII sec.) innalzarono un fabbricato di un piano, costituendo un passaggio interno fra i due palazzi: mentre all'esterno di quella struttura correva un poggiolo che univa quello del Palazzo del Podestà con quello lunghissimo che attraversava tutto il lato della piazza, dal palazzo del Capitano alla Costa. Il monumento a Dante - Nel 1865 ricorreva il sesto centenario della nascita di Dante e l'Italia si apprestava a solennizzare la ricorrenza. Ad iniziativa dell'Accademia d'Agricoltura e Società Belle Arti, cui aderì il Consiglio Comunale, fu progettato di erigere una statua a Dante nella piazza dei Signori, dov'era il palazzo scaligero che ospitò il “Ghibellin fuggiasco”. Il 6 ottobre 1863 veniva emanato il bando di concorso per il bozzetto. Sole condizioni, che la statua in marmo di Carrara di seconda qualità fosse dell'altezza di tre metri e sorretta da piedestallo e che la figura, volgendo le spalle alla via delle Fogge, avesse la testa leggermente girata verso sinistra, ossia verso il palazzo scaligero dei Tribunali. Si disse poi che si volle il Poeta rivolto verso l'Italia libera.Vincitore del concorso risultò un giovane di ventisette anni, Ugo Zannoni, del tutto sconosciuto come artista. La statua fu scoperta il 14 maggio 1865 di mattina presto. Non si volle che alla cerimonia inaugurale potessero intervenire le autorità austriache.
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