San Lazzaro degli Armeni - Venezia

Venezia, San Lazzaro degli Armeni: Narrano le cronache che per sfuggire ai Turchi durante la guerra per la conquista della Morea, un nobile monaco armeno di Sebaste, Manug di Pietro, ...
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San Lazzaro degli Armeni


Narrano le cronache che per sfuggire ai Turchi durante la guerra per la conquista della Morea, un nobile monaco armeno di Sebaste, Manug di Pietro, detto Mechitar (il consolatore), chiese aiuto alla Serenissima e da questa ottenne nel 1717 di potersi stabilire nell’isola di San Lazzaro. L’isola era così chiamata perché - un tempo rifugio e luogo di cura dei lebbrosi - aveva preso il nome del loro protettore San Lazzaro.
Nell’isola Mechitar poté continuare l’opera di bontà interrotta dall’invasione turca, raccogliendo intorno a sé gli esuli armeni e costituendo la Comunità dei Padri Armeni Mechitaristi. Furono così raccolte a Venezia le più importanti opere della cultura armena. Nel 1789 l’istituzione si arricchì di una tipografia poliglotta che divenne col tempo famosa e continuò a lungo la sua attività. George Byron, il poeta inglese che fece di Venezia la sua patria ideale, soggiornò spesso a S. Lazzaro, tanto che i Padri Armeni conservano ancora gelosamente alcuni suoi ricordi.


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