Faro della Vittoria - Trieste

Trieste, Faro della Vittoria: Nella frase scolpita sul monumento SPLENDI E RICORDA I CADUTI SUL MARE MCMXV-MCMXVIII
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Faro della Vittoria


Nella frase scolpita sul monumento "SPLENDI E RICORDA I CADUTI SUL MARE MCMXV-MCMXVIII" sono sintetizzate le due funzioni del Faro della Vittoria: guidare i naviganti e ricordare i marinai caduti nella Grande Guerra. I lavori ebbero inizio nel febbraio 1923 e durarono quattro anni. Il 24 maggio 1927, il Faro fu inaugurato, alla presenza di Re Vittorio Emanuele lll.
Opera dell’architetto Arduino Berlam, il Faro della Vittoria è formato da un ampio basamento che ingloba il bastione dell’ex forte Kressich. E’ rivestito esternamente in blocchi di pietra del Carso e dell'Istria. Sopra la colonna, una specie di capitello sostiene la cosiddetta "coffa", in cui è inserita la gabbia - di bronzo e cristallo - della lanterna, coperta da cupola in bronzo decorata a squame. Sopra la cupola giganteggia la statua in rame sbalzato della Vittoria, scolpita da Giovanni Mayer. La parte ornamentale è completata dalla possente figura del marinaio, opera dello stesso Mayer, realizzata in pietra di Orsera. Ai piedi della statua è stata posta collocata l'ancora del cacciatorpediniere Audace (la nave italiana che entrò per prima a Trieste il 3 novembre 1918), donata dall'ammiraglio Thaon di Revel, ministro della Marina. Ai dell’ingresso sono stati posti due proiettili della Viribus Unitis. La lanterna è alta circa 130 metri sul livello medio del mare: è un corpo illuminante dell'intensità media di 1.250.000 candele, con una portata di 34-35 miglia. L'apparato ottico compie un giro completo sull'asse in 45 secondi.
Dopo sette anni di totale chiusura, il Faro è stato riaperto al pubblico il 18 maggio 1986.

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