Città antica e sempre nuova, Rimini, capoluogo della neonata provincia omonima, conta circa 130.000 abitanti ed offre - in felice sintesi - monumenti di un insigne passato accanto ad una modernissima organizzazione turistica. Rimini è considerata una meta ideale di vacanze, per chi desidera alternare al relax di una giornata in spiaggia, o agli svaghi di una notte in discoteca, la visita a tesori d'arte tramandati dal passato.
Il 30 luglio del 1843 - altra pietra miliare per comprendere la Rimini odierna - fu inaugurato lo Stabilimento Privilegiato dei Bagni a cui seguirono, circa 50 anni dopo, il Kursaal ed il Grand Hotel. Nasce così l'Ostenda d'Italia destinata a trasformarsi, con il boom del turismo degli anni 60-70, nella metropoli balneare per eccellenza, nella capitale europea della vacanza.
La città ha due cuori vivi e pulsanti: il centro storico, con i suoi borghi, e La Marina, formata da quindici chilometri di spiaggia e suddivisa in dieci frazioni, ognuna delle quali ha proprie tradizioni e propri rituali.
E’ stato scritto che Rimini è la terra del tempo sospeso, la Mecca degli edonisti, degli spiriti leggeri. Trasgressiva e familiare, divertente e maledetta, disinibita e godereccia. A Rimini tutto si mescola: la pensioncina familiare e il topless in spiaggia, la mazurca di periferia e le mode giovanili che poi contagiano tutta Italia, le discoteche come passerelle per i riti e i balli più trasgressivi e i bambini che imboccano i delfini al delfinario. E naturalmente c’è il mare: un mare da bambini, per nulla insidioso, col suo fondale di sabbia sul quale si può camminare tranquilli fino a parecchi metri dalla battigia. Un mare che non ha, propriamente, il colore azzurro da cartolina, da sogno mediterraneo, che siamo abituati ad immaginare. L’Adriatico, qui, è un fatto d’orizzonte, d’aria, di cielo, non di colore.
E la spiaggia di Rimini, come quella di tutta la costa romagnola, è un immenso stabilimento balneare per famiglie, un suq vociante e accessibile ma all’avanguardia, dove si può fare e richiedere tutto, dai massaggi shiatsu ai libri da leggere sotto l’ombrellone, dalla danza creativa alle musiche d’atmosfera.
“Teresa parla poco
ha labbra screpolate
mi indica un amore
perso a Rimini d'estate”.
La più bella fotografia di Rimini è l’omonima canzone di Fabrizio De Andrè, un brano del 1978 che ha fatto la storia della musica d’autore italiana. Con quel “Rimini Rimini” che ritorna come un sospiro, modulato da voci femminili, mentre la vicenda che si racconta sembra andare in tutt’altra direzione, verso le Americhe. E tira in ballo Cristoforo Colombo, i re cattolici di Spagna, in un crescendo d’immagini e invenzioni poetiche. Rimini che sta dalla parte sbagliata del mare, sembra voler dire De Andrè. Rimini che sta nell’Adriatico, da dove non partono le navi per le Americhe.
E’ vero, Rimini sta nella parte morta del Mediterraneo. Da dove non partono le caravelle di Colombo, non partono i bastimenti degli emigranti (per quelli c’era il porto di Genova). Rimini, allora, inventa l’estate, i tropici che non potrà mai avere. Ma inventa un’estate casalinga, casereccia, come la piadina. “Voi che siete a Rimini tra i gelati e le bandiere”, precisa ironico De Andrè. E’ così che nasce la capitale delle vacanze, la nostra piccola Nashville, o Las Vegas. Come siamo passati dalla vacanza di pochi al turismo di massa ce lo spiega una traccia divertita - che riecheggia Rimini - dello scrittore modenese Edmondo Berselli.
“C’era un tempo quando si andava in villeggiatura, che l’estate non finiva mai. La borghesia italiana negli anni ’60 si recava in Versilia, a Forte dei Marmi, o in montagna a Cortina d’Ampezzo. Alle masse restava il mare liscio e a buon mercato di Rimini e Riccione: il mare delle pensioncine, il mare di quando si è ragazzi, oggi come ieri. Si andava ad infrattarsi nelle pinete di Milano Marittima, a ballare a Cervia e a Cattolica, al ritmo di quelle canzoni fenomenologiche di Edoardo Vianello con la loro linguistica divertita, tutta a base di pinne, fucile, occhiali, abbronzature, naso come un peperone, quando il mare è una tavola blu e sei diventata nera-nera-nera”.
Oggi Rimini, oltre ad essere una meta turistica conosciuta in tutto il mondo, è caratterizzata dalla presenza di imprese di piccole e medie dimensioni, soprattutto nei settori della meccanica, dell'abbigliamento, del comparto alimentare e del calzaturiero. Negli ultimi anni anche il settore edilizio ha registrato un forte sviluppo. Ma è la vocazione turistica a fare la parte del leone.
Tuttavia le antiche tradizioni conferiscono alla città una fisionomia culturale di rilievo. Nonostante le grandi distruzioni provocate dalla guerra, Rimini con i suoi monumenti e reperti romani, le chiese e i palazzi medievali, i musei, la biblioteca e varie iniziative offre, a chi le apprezza, anche importanti suggestioni culturali e artistiche.