Palazzo della Ragione - Padova

Padova, Palazzo della Ragione: Lungo 82 metri e largo 27, il “Salone” o Palazzo della Ragione, si erge sopra un loggiato trecentesco. E’ l'antica sede dei tribunali cittadini di ...
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Palazzo della Ragione


Lungo 82 metri e largo 27, il “Salone” o Palazzo della Ragione, si erge sopra un loggiato trecentesco. E’ l'antica sede dei tribunali cittadini di Padova ed è una delle aule sospese più ampie d’Europa. L’edificio - eretto a partire dal 1218 è uno dei più celebri monumenti civili eretti all'epoca dei Comuni. Tra il 1306 e il 1308, fra' Giovanni degli Eremitani progettò la trasformazione - in un’unica sala - dei tre grandi ambienti in cui era suddiviso il piano superiore, ideando una nuova copertura a forma di carena di nave rovesciata. La grande sala fu affrescata da Giotto intorno al 1312-1313, ma gli affreschi giotteschi furono gravemente danneggiati nel 1420, da un incendio che distrusse l’archivio dei Carraresi.
In seguito, gli affreschi furono restaurati dal maestro padovano Nicolò Miretto, con la collaborazione di Stefano da Ferrara e d’altri pittori. L'attuale ciclo raffigura - in 333 riquadri - il sapere astrologico del tempo, ossia l'influsso degli astri e dei cieli sulle attività umane e sui caratteri: si ritiene che l'ideatore fosse stato un celebre astrologo e medico padovano del tempo, Pietro d'Abano, condannato “post mortem” per eresia, per cui ne fu bruciato il cadavere.
Il ciclo inizia dalla parete sud, con il segno dell'Ariete, e si snoda su tre fasce, ognuna di 111 comparti alternati con figure degli Apostoli. La parte inferiore invece raffigura soggetti religiosi alternati a figure d'animali. Furono via via aggiunti altri affreschi votivi, nonché monumenti, come quello a Tito Livio e all'esploratore G.B. Belzoni. Accanto a quest’ultimo si trova la famosa "pietra del vituperio" sulla quale erano fatti sedere per tre volte, in mutande, i debitori insolventi prima d'essere cacciati dalla città.
Nel 1837 - proveniente da Palazzo Capodilista - fu collocato nel Salone il gran cavallo ligneo che ancora si può vedere: sembra che sia servito per un torneo svoltosi nel 1466 e che, per la somiglianza con il cavallo del Monumento al Gattamelata, sia stato erroneamente attribuito a Donatello.
Attualmente il Salone è adibito ad esposizioni e manifestazioni, mentre il pianterreno è destinato, come in passato, a mercato di generi alimentari.



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