Guida turistica Modena, visitare Modena

Guida di Modena: “Modana siede in una gran pianura,
che da la parte d’austro e d’occidente
cerchia di balze e di scoscese mura
del selvoso Apennin la schiena algent...
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Guida di Modena

Guida di Modena

 
“Modana siede in una gran pianura,
che da la parte d’austro e d’occidente
cerchia di balze e di scoscese mura
del selvoso Apennin la schiena algente;
Apennin ch’ivi tanto a l’aria pura
s’alza a vedere nel mare il sol cadente,
che sulla fronte sua cinta di gelo
par che s’incurvi e che riposi il cielo”

Queste sono le origini della sua “Modana”, reinventate dal poeta secentesco Alessandro Tassoni, autore del poema “La secchia rapita”. Il poema narra - in chiave eroicomica - una delle innumerevoli guerre sostenute contro l’eterna rivale, la vicina Bologna. Più di recente - a cavallo tra Ottocento e Novecento - il Panzini trova Modena “meritevole di quegli epiteti di “ben costruita” e “felice” che Senofonte nell’Anabasi regala a tutte le città dell’Asia Minore; le sue contrade sono armoniche anche senza il geometrico rettifilo moderno; decorose senza ostentazione di fasto architettonico; silenziose, senza tristezza. Un’amabile classicità ha ravvolto gli edifici in una lieve armonia; e se la torre della Ghirlandina è antica, ridono di giovinezza i visi delle donne fuor dello scialletto nero”.
Modena è capoluogo di provincia e conta circa 180.000 abitanti. La città è famosa in tutto il mondo, soprattutto per alcuni personaggi-simbolo, come Enzo Ferrari e Luciano Pavarotti, e per alcuni prodotti della sua gastronomia: i tortellini, il lambrusco, il parmigiano. Ma Modena è ben altro, è una città che in pochi decenni è diventata una delle più ricche e avanzate d'Europa. Un reddito pro capite elevato, un tasso di disoccupazione minimo, esportazioni vivaci, buona qualità della vita (oltre 20 mq di verde urbano attrezzato per abitante, 76 chilometri di piste ciclabili, 16 sale cinematografiche, 25 biblioteche, una delle più antiche università europee). A favore giocano certamente la laboriosità della popolazione, ma anche vari fattori geografici e ambientali: la città è al centro della Pianura Padana, in una delle zone più sviluppate d’Europa, sulle grandi linee di traffico commerciale tra il Nord Europa e il Mediterraneo. Modena si trova all'incrocio tra l'Autostrada del Brennero e l'Autostrada del Sole, a pochi chilometri dall'importante nodo ferroviario e aeroportuale di Bologna. Questo spinge molti turisti a visitare la città e i suoi numerosi gioielli artistici: innanzi tutto la Cattedrale del Duecento, indiscusso capolavoro del romanico italiano, che assieme a Piazza Grande e alla Torre della Ghirlandina costituisce un complesso di rara bellezza, dichiarato dall'Unesco "Patrimonio dell'umanità".
Bella e luminosa, semplice e al tempo stesso complessa, cordiale e scherzosa, amante dell’arte, delle belle lettere, del teatro e della musica, Modena si presta ad essere spiegata per contrasto, come fece Giosuè Carducci nel 1872: Modena, ogni volta che rientro le belle sue mura sogguardate maestosamente dall’Appennino, mi mette addosso una gran voglia di pensamenti e di studi severi. Bologna fu la città dotta,Modena è la città studiosa: Ferrara fu la città epica, Modena è la città storica: altre città parecchie d’Italia saranno artistiche, Modena è critica. In ogni caso, mai come a Modena ci si rende conto che è illusorio cercare di cogliere il senso di una città semplicemente elencando i suoi monumenti, i suoi capolavori artistici: questi sono aspetti importanti, momenti essenziali di crescita e di vitalità, ma della città sono solo una parte.
Modena non si visita con la frenesia del turista frettoloso, avido di colpi di scena e di forti emozioni, ma si scopre e si gusta lentamente, camminando per le vie e per le piazze: solo così si può percepire la sua realtà di complesso corpo storico-architettonico, prezioso per la sua generalità, più che per i dettagli. Come accade anche in numerose altre città, non solo italiane, chi vuole entrare in sintonia con Modena, con il suo “genius loci”, deve inserirsi nella sua realtà multiforme, spesso sfuggente, con lo stato d’animo del viaggiatore curioso, che gironzola a caso, prende mentalmente nota o qualche rapido appunto, confronta, si stupisce, si pone domande; poi, con una guida, si apparta e chiede e discute, si documenta insomma su quanto emerge dalla normalità del tessuto storico e architettonico complessivo.
Già nell’incontro casuale, Modena si rivela al turista che gira per strade di cui non conosce né il nome né l’importanza, dà subito le impressioni che contano, rivela il suo calore, la sua dimensione di città “a misura d’uomo”. Vediamo come.
Tipica città di pianura, Modena è cresciuta con i mattoni fatti del suo fango. Il rosso dei mattoni si mostra talora “a vista”, ma più spesso si nascondono sotto intonaci tinteggiati di colori ricorrenti, che presentano diverse gradazioni, ma ritornano con la costanza del motivo conduttore legato ad un gusto ormai radicato: giallo, rosa antico e soprattutto ocra. Il mescolato riproporsi di queste tinte, tutte di tonalità molto calde, dà alla città un aspetto sereno ed accogliente.
Altro aspetto importante che si nota di Modena, è che il centro è cresciuto attorno alla Via Emilia, seguendo il corso sinuoso dei canali; pertanto le strade non hanno la prospettiva solenne del rettifilo, bensì il gioco spesso variato della curva, che spezza la visuale, la riduce, la riporta ancor più a “misura d’uomo”.
Tuttavia, per cogliere appieno Modena bisogna anche saper alzare lo sguardo, e notare lo sporgere dei cornicioni e il profilo dei tetti. L’irregolarità vivace del disegno di comignoli e altane - costruite alla buona, secondo l’estro e il bisogno - dimostra la presenza di una propensione all’aggiungere, o forse la volontà di trascrivere in tono minore e il gusto medievale delle torri.
Gli anni Ottanta del Novecento sono stati per la città momenti di grandi restauri, che hanno riguardato - tra l’altro - anche le pavimentazioni. Modena si coglie dunque in certe sue peculiarità anche osservando a terra. L’intervento più impegnativo ha interessato Piazza Grande e Piazzetta Tassoni, presso la Cattedrale, in cui è stata realizzata una pavimentazione di ciottoli, dal colore grigio uniforme che hanno i sassi portati giù dai monti dai fiumi modenesi: la loro utilizzazione ricorda con evidenza che Secchia e Panaro fanno di Modena una città di fiume.

 
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