Moniga - Lago di Garda

Lago di Garda, Moniga: Cenni storici
I resti di una palafitta ritrovati in riva al lago, indicano che Moniga era già abitata nel secondo millennio a.C. Di sicuro, la ...
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Moniga


Cenni storici

I resti di una palafitta ritrovati in riva al lago, indicano che Moniga era già abitata nel secondo millennio a.C. Di sicuro, la località divenne importante in epoca romana, per la sua vicinanza alla via Gallica. La denominazione del paese deriverebbe dalla dea romana Diana Munichia, che qui era particolarmente venerata: sembra che a questa dea gli abitanti della zona abbiano dedicato un santuario. Nel municipio di Moniga si conserva un altare del IV-V secolo con la scritta: "Nettuno - Autore - et a Benaco sacro - Massimo Coeus - et Fabiano Catulus - voto adempirono".
Così il Carducci descrisse il suo amore per Moniga, nelle "Odi barbare"


"Vuole Muniga attiche fole intessere,
 mentre sui merli barbari fantasmi
 armi ed amori con il vento parlano".
 


Moniga è famosa per la produzione dei vini “Chiaretto”, di colore rosato, morbido, delicato e piacevole, e "Rosso Riviera" .

DA VEDERE

  • La chiesa di San Michele, con un pronao che risale al '500. La facciata è caratterizzata da un interessante bassorilievo, del X secolo, che mostra una croce inscritta tra quattro volute.
  • Presso il lago si trova la chiesetta romanica di S. Sivino, famosa perché nel medioevo vi si teneva una fiera, in cui erano eccezionalmente permessi i giochi d’azzardo. All’esterno sono impresse le cosiddette "impronte del diavolo", esorcizzate da una croce.
  • La chiesa parrocchiale, dedicata a San Martino, con la bella facciata attaccata al castello.
  • La secentesca Villa Brunati, restaurata ed abitata all’inizio del Novecento dallo studioso senatore Pompeo Gherardo Momenti, veneziano. Questi scrisse una "Storia di Venezia nella vita privata", ma si dedicò anche alle colture agricole, apportandovi notevoli miglioramenti. La villa contiene tesori d’arte (arazzi, mobili preziosi, sculture ed affreschi dei migliori artisti della scuola veneta).
  • Il castello. Costruito dagli abitanti di Moniga all’epoca delle invasioni degli Ungari, nel secolo IX, il castello si presenta a forma rettangolare, con il mastio, una cinta muraria merlata di 280 metri e sette torri minori. Lasciato in abbandono, fu per secoli rifugio dei senzatetto. All'interno si trovano vari edifici, ancora oggi abitati.


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