Villa de Mari Gruber - Genova

Genova, Villa de Mari Gruber: Non si conosce la data di fondazione della villa, realizzata da Stefano De Mari, ma l’origine cinquecentesca è avallata sia dalla torre di difesa a ...
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Villa de Mari Gruber


Non si conosce la data di fondazione della villa, realizzata da Stefano De Mari, ma l’origine cinquecentesca è avallata sia dalla torre di difesa a fianco dell'edificio, sia dalla presenza del bagno-ninfeo, che richiama analoghi esempi rinascimentali. Il bagno è decorato con grottesche e affreschi tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, ritoccati probabilmente nell'Ottocento, quando la villa fu ristrutturata. Fu creata allora una grande sala di rappresentanza a tutta altezza, la cosiddetta "sala delle colonne", ottenuta coprendo con una volta a padiglione lunettato lo spazio del cortile originario. Fu anche trasformata la facciata con un timpano triangolare al centro, sostenuto da semicolonne ioniche. La villa conserva tracce della decorazione di gusto manierista, con scene mitologiche e grottesche entro medaglioni al centro dei soffitti. La "sala delle colonne" è decorata con quadrature prospettiche alle pareti: le decorazioni e l'affresco della volta, sono stati pesantemente ritoccati nel Novecento.
La villa si affaccia su un terrazzo panoramico, collegato al sottostante giardino da una scala a tenaglia a rampe convergenti. Elemento dominante della sistemazione del giardino, posto in lieve pendenza verso sud, è l'ampio parterre centrale delimitato dai percorsi di accesso alla villa. Circondava la villa un ampio parco all'inglese, ancora in parte esistente, anche se ridotto da lottizzazioni più o meno recenti.
La proprietà fu acquistata nel 1856 dall'industriale austriaco Adolf Gruber, dal quale passò, all'inizio del Novecento, alla società Perrone. Questa, intorno al 1930, lottizzò il parco con una serie di villette, non ultimate a causa della guerra: solo di recente la lottizzazione è stata completata. L'acquisto della villa e del giardino antistante da parte del Comune ha dotato la città di uno spazio verde pubblico di grande prestigio e di un nuovo museo, il Museo Americanistico Federico Lunardi, costituito da collezioni archeologiche delle civiltà precolombiane.

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