Bologna è un comune di quasi 400.000 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Emilia-Romagna. La città è al centro della Pianura Padana, a ridosso dei colli appenninici, fra lo sbocco della valle del Reno e quella del Savena. In un detto popolare, Bologna è “La dotta, la grassa e la turrita”, con un chiaro riferimento alla famosa e antica Università, all’inimitabile cucina e alle torri medievali del centro. La definizione è giusta, ma incompleta, poiché Bologna è anche città d’arte, e non delle minori, è città di gran richiamo turistico, è città a misura d’uomo.
Città d'arte - Bologna è una città particolare per l'integrità del suo tessuto urbano entro la cerchia delle mura medievali, che risalgono al XIV secolo. Questo tessuto è ancora intatto e domina, anche visivamente, le singole opere architettoniche. A Firenze e a Roma le opere architettoniche sono più importanti del disegno della città: a Bologna avviene il contrario. Qui anche i più bei palazzi rinascimentali e barocchi sono riassorbiti dalle maglie della planimetria medievale, e si allineano lungo direttrici a stella che partono dal cuore della città.
Bologna non ha piazze costruite per dare risalto a facciate imponenti. La continuità delle strade e dei quasi 40 chilometri di portici, caratteristica della città, non consente ai palazzi di isolarsi. Un capolavoro come Palazzo Bevilacqua col suo magnifico prospetto lavorato a punta di diamante, o come i palazzi della nobiltà senatoria (Fantuzzi, Albergati, Montanari), si affacciano all'improvviso sul filo della strada, mentre i portoni si aprono inaspettatamente su interni spettacolari, magnifici cortili, ampi scaloni …
I secoli d'oro dell'arte bolognese sono il XIV e il XVII. In virtù delle opere realizzate in questi secoli Bologna è rimasta tappa del viaggio rituale che tutti gli artisti e gli scrittori romantici, da Füssli a Goethe e Stendhal, intraprendevano dal nord verso Roma. Il primo exploit figurativo di Bologna è dovuto alla cultura cosmopolita che ha alimentato l'Università. I monumenti religiosi del gotico, le chiese e i conventi di San Francesco e San Domenico con le tombe dei Glossatori, sono l'espressione di quel rapporto privilegiato con le regioni del nord che favorirà anche uno sviluppo della pittura e della miniatura nel XIV secolo (antigiottesco e antifiorentino).
Anche nel XVII secolo la pittura dei Carracci, di Guido Reni e del Guercino è antibarocca, in opposizione allo stile dominante a Roma. Essa dà origine al culto del classicismo e di Raffaello, che garantirà a Bologna una grande fortuna in Francia e in Inghilterra. Lo sviluppo dello Studium ha inciso sulla struttura urbana, incoraggiando una serie d’iniziative che hanno dato una fisionomia particolare alla cittadella universitaria. Citiamo i collegi studenteschi (per esempio il celebre Collegio di Spagna, fondato nel 1367), la sede dello Studium voluta dal papa Pio IV (il palazzo dell’Archiginnasio, dove sorge lo stupendo Teatro Anatomico secentesco in legno d'abete), il palazzo del Cardinale Poggi, dove fu trasferito lo Studium in età napoleonica, la torre dello Osservatorio innalzata nel 1712 quale simbolo della nuova cultura scientifica, proiettata a livello urbano. Ma occorre ricordare anche le torri medievali, il complesso delle chiese di Santo Stefano, la maestosa Basilica di San Petronio. Nonostante gli sventramenti del XIX secolo e le distruzioni dell'ultima guerra, questa struttura urbana ha saputo conservare la sua integrità e il suo fascino. Città turistica - C'è un dato architettonico ed urbanistico che distingue Bologna nel mondo e stupisce chi la visita: la sua straordinaria teoria di portici. Se si potesse collocarli su di un unico percorso, gli uni appresso agli altri, i portici bolognesi raggiungerebbero la lunghezza di 40 chilometri. Il portico guida il visitatore alla scoperta della città e dei suoi monumenti. Ma guida anche alla scoperta dei negozi, degli atelier, delle botteghe artigiane, dei mercati, come quello delle erbe. La gioia di vivere diventa anche piacere di fare shopping, di andare per mercati cittadini, rionali e nei centri della provincia, dove non è raro incontrare sagre e feste che coniugano tradizioni, cultura e divertimento. Bologna è poi un importante centro d’affari e congressi, dotato d’infrastrutture e servizi all'avanguardia. Il suo Palazzo della Cultura e dei Congressi può ospitare manifestazioni anche con 2000 invitati.
Città della natura - In città il visitatore incontra numerosi parchi: i Giardini Margherita, quelli della Montagnola, l'Orto Botanico, i Giardini di San Michele in Bosco e quelli delle ville Mazzacorati e Ghigi. Qui fra alberi secolari e monumentali, vive una ricca fauna, soprattutto uccelli. Le colline dell'Appennino hanno un importante valore naturalistico e presentano una qualificata e diversificata offerta turistica legata all'ambiente: dai centri artistici minori alle terme, dallo sport all'escursionismo, dall'agriturismo all'enologia, alla gastronomia.
Città della gola - La visita a Bologna stimola il piacere dei sensi e appaga in particolare quello del gusto. La gastronomia bolognese è rinomata in tutto il mondo e la tavola qui è una specie di rito. Mangiar bene a Bologna e dintorni è facile: basta scegliere. Innumerevoli le osterie e i ristoranti. Fra le specialità sono noti in particolare i tortellini e la mortadella, le lasagne verdi, le tagliatelle, la cotoletta alla bolognese ed i salumi. I vini consigliati sono il Sangiovese, il Lambrusco, l’Albana e il Trebbiano.
Città a misura d’uomo - Bologna non è solo una delle città più importanti d’Italia, ma anche una città in cui la vita è piacevole. Pur afflitta dagli immancabili disagi della città moderna, Bologna continua con tenacia a farsi conoscere ed apprezzare soprattutto per la qualità della vita e per gli stimoli che sa offrire. Se n’accorse anche il grande poeta toscano Giosuè Carducci, che così scrisse:
«Amo Bologna, per i falli, gli errori, gli spropositi della gioventù che qui lietamente commisi e dei quali non so pentirmi. L'amo per gli amori e i dolori, dei quali essa, la nobile città, mi serba i ricordi nelle sue contrade, che paiono scenari classici, e le piazze austere, fantastiche, solitarie, ove è bello spendersi pensando nel vespero di settembre, o sotto la luna di maggio... Gli Italiani non ammirano, quanto merita, la bellezza di Bologna: ardita, fantastica, formosa, plastica, nella sua architettura, trecentista e quattrocentista, di terra cotta, con la leggiadria delle logge, dei veroni, delle cornici. Che incanto doveva essere tutta rossa e dipinta nel Cinquecento!»