«È una città veramente diversa da tutte le nostre di montagna e pianura ... mi pare di essere nel quartiere europeo d'una immensa città di colore che sfumi lontanissima in sobborghi di tende e capanne. Specie se alzo gli occhi a questi tetti piatti, privi di cornicioni, spesso merlati, nello stile coloniale spagnolo. E alle cupole che appaiono dietro alle basse fabbriche di qualche piazza, come ombrelli spalancati. O ai campanili, ora slanciati e rotondi ma tronchi come minareti di...
Nel suo romanzo Tutto il miele è finito, Carlo Levi dipinge Cagliari con queste stupende, poetiche pennellate:
«È una città bellissima, aspra, pietrosa, con mutevoli colori tra le rocce, la pianura africana, le lagune, con una storia tutta scritta e apparente nelle pietre, come i segni del tempo su un viso: preistorica e storica, capitale dei Sardi e capitale coloniale di Aragonesi e di Piemontesi, una delle più distrutte dai bombardamenti dell'ultima guerra e, in pochi anni, una ...
Dopo il suo viaggio in Italia, compiuto nel 1777-1780, l’inglese Henry Swinburne così descrive la città:
«... Catanzaro fu costruita nel 963 quale baluardo contro i Saraceni. La posizione prescelta, su di un'altura fra le montagne e il mare, era senza dubbio ottima per ricacciare gli infedeli che, provenendo dall'Africa o dalla Sicilia, solevano sbarcare a Reggio. Col tempo la città aumentò la propria estensione e il numero degli abitanti e finalmente nel 1593 raggiunse la dignità ...
Qui sognano i calabresi
e aspettano di partire
ai quattro venti
craie o piscraie, piscridde o piscruoffle
(domani o dopodomani, dopodomani ancora o ancora dopo...)
Si infiamma la fronte,
si scalda la testa e bolle
il cuore alle porte dello Stretto ...
Su Reggio e il suo Stretto, così scriveva il poeta contemporaneo Leonardo Sinisgalli, di formazione ermetica, ricordando – in particolare – gli emigranti di Calabria che di qui partivano in cerca di lavoro e di fortuna. Reggio...
Nel suo Viaggio in Italia del 1957, Guido Piovene descrive, con poche pennellate, la città:
«A Potenza si giunge da plaghe nude, e d'un tratto si vede sorgere una fungaia di alti caseggiati moderni. Potenza cresce a vista d'occhio, presa dalla febbre edilizia. Questo rivestimento di caseggiati ... circonda il vecchio nucleo della cittadina borbonica, la quale però è tutt'altro che morta. Appena vi si penetra la si ritrova, con la via principale stretta, e con le viuzze disposte in ...
«Quell'angolo di mondo più d'ogni altro m'allieta,
là dove i mieli a gara con quelli del monte Imetto fanno
e le olive quelle della virente Venafro eguagliano;
dove Giove primavere regala, lunghe, e tiepidi inverni,
e dove Aulone, caro pure a Bacco che tutto feconda,
il liquor d'uva dei vitigni di Falerno non invidia affatto.»
Ecco come Orazio, il grande poeta romano dell’epoca di Augusto, descrive nelle sue Odi Taranto, la splendida “Città dei due mari”, la perla del Salento,...